Il concorso "cerchiamo scienziate" è un concorso didattico nazionale che invita le scuole secondarie di I e II grado (statali e paritarie) a progettare e realizzare elaborati di ricerca e comunicazione su figure femminili della scienza, per promuovere STEAM scuola e orientamento scolastico. La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 30 aprile 2027: qui trovi una guida operativa per docenti con obiettivi, documenti da leggere, calendario e un percorso didattico pronto da adattare alla tua classe.
Molti risultati in SERP si limitano a ripubblicare la nota o la circolare (date, requisiti, link al PDF). Qui facciamo un passo in più: come trasformare il concorso cerchiamo scienziate in un’unità di apprendimento valutabile, interdisciplinare e sostenibile nei tempi della scuola, con evidenze pedagogiche su motivazione, inclusione e competenze di cittadinanza scientifica.
Concorso "Cerchiamo scienziate": obiettivi, destinatari e perché proporlo in classe
Il concorso "Cerchiamo scienziate" nasce con una finalità chiara: valorizzare le donne nella scienza e rafforzare l’interesse verso le discipline STEAM a scuola attraverso attività di ricerca, rielaborazione e comunicazione. È rivolto alle scuole secondarie di I e II grado (statali e paritarie) e si presta bene sia a classi intere sia a gruppi di progetto (PCTO, potenziamento, laboratori pomeridiani, percorsi di orientamento).
Dal punto di vista didattico, il valore aggiunto è la combinazione di tre leve che la ricerca educativa indica come efficaci per l’engagement: apprendimento autentico (un prodotto reale con un destinatario esterno), identificazione (role model e narrazioni plurali) e interdisciplinarità (scienze + italiano + storia + tecnologia + educazione civica). In termini di competenze, un percorso ben progettato sviluppa: ricerca su fonti, pensiero critico, alfabetizzazione scientifica, comunicazione efficace, collaborazione, gestione del progetto e consapevolezza degli stereotipi di genere.
Sul piano dell’orientamento scolastico, il concorso è particolarmente utile perché permette di lavorare su due dimensioni: (1) conoscenza delle professioni e dei percorsi di studio collegati alla ricerca scientifica; (2) autoefficacia (“posso riuscirci anch’io”), soprattutto quando le studentesse vedono esempi di carriere possibili e non lineari. In classe questo si traduce in domande guida, interviste, micro-ricerche e riflessioni metacognitive, non solo in un “compito creativo”.
Bando ufficiale e documenti: dove trovarli e cosa leggere per non sbagliare
Per evitare errori formali (che spesso pesano più della qualità del progetto), conviene partire dai documenti ufficiali. In genere il bando e la nota di accompagnamento sono reperibili su: sito del MIM, pagine degli Uffici Scolastici Regionali (USR) e comunicazioni delle scuole capofila o reti territoriali. Se trovi solo una circolare “riassunto”, cerca sempre il PDF originale collegato: è lì che sono definite tipologie di elaborato, formati, liberatorie e modalità di invio.
Come leggere il bando in modo “da docente referente”, senza perdersi: stampa (o annota) una checklist e verifica punto per punto. I passaggi critici, che nei bandi vengono spesso sottovalutati, sono questi:
- Destinatari e categorie: grado scolastico, eventuali sezioni distinte (I grado / II grado), partecipazione singola o di gruppo, numero massimo di elaborati per istituto.
- Tipologie e formati degli elaborati: durata massima di video/podcast, limiti di pagine, formati file ammessi, risoluzione immagini, eventuali template richiesti.
- Criteri di valutazione: quali dimensioni pesano di più (rigore della ricerca, originalità, chiarezza comunicativa, impatto educativo, correttezza delle fonti). Allinea la tua rubrica di classe a questi criteri.
- Liberatorie e privacy: autorizzazioni per immagini/video di minori, uso di musiche o materiali protetti, indicazioni su dati personali. Prepara moduli e raccolta firme con anticipo.
- Modalità di invio: piattaforma o email, denominazione dei file, cartelle, scadenze “entro le ore…”, conferma di ricezione. Qui si concentrano gli errori più frequenti.
Un suggerimento organizzativo: nomina formalmente un/una docente referente (anche se il progetto è interdisciplinare) e definisci responsabilità chiare: raccolta liberatorie, verifica fonti e copyright, controllo formati, invio finale, archiviazione. Questo rende il progetto “replicabile” negli anni e non dipendente da una singola persona.
Quali sono le scadenze per il concorso "Cerchiamo scienziate"?

Le circolari e le news riportano in modo sintetico le date; per la pianificazione didattica, però, serve trasformarle in un calendario “da consiglio di classe”. In base alle comunicazioni ufficiali, le date chiave sono:
- Avvio del concorso: pubblicazione del bando e apertura della partecipazione (fa fede la data indicata nel bando/nota MIM).
- Eventuali finestre intermedie: alcune edizioni prevedono registrazione, segnalazione del referente o caricamenti progressivi. Verifica se è richiesto un passaggio preliminare.
- Consegna/elaborati: 30 aprile 2027 (scadenza di riferimento per l’invio).
Per arrivare alla scadenza senza compressioni dell’ultima settimana, funziona una pianificazione a ritroso in 5 tappe (adattabile a 6–10 settimane di lavoro):
- T-8/10 settimane: presentazione del concorso, scelta del tema e della scienziata, definizione dei gruppi e dei ruoli (ricerca, scrittura, fact-checking, produzione media).
- T-6/8 settimane: ricerca su fonti affidabili, costruzione bibliografia/sitografia, raccolta di citazioni e dati verificabili; prima bozza di scaletta dell’elaborato.
- T-4/6 settimane: produzione (scrittura, storyboard, riprese, prototipo), revisione tra pari e controllo criteri del bando.
- T-2/4 settimane: rifinitura, verifica copyright e liberatorie, editing finale, compressione/ottimizzazione file, controllo denominazioni.
- T-1 settimana: invio di prova (se possibile), invio definitivo, conferma di ricezione e archiviazione della documentazione.
Come partecipare al concorso "Cerchiamo scienziate"? Percorso didattico, elaborati e valutazione interdisciplinare
Per rendere il concorso un vero progetto didattico (e non un “lavoretto”), conviene strutturare un percorso in fasi, con prodotti intermedi valutabili. Questo riduce l’ansia da prestazione, migliora la qualità e rende trasparenti i criteri di valutazione.
1) Selezione della scienziata e definizione della domanda di ricerca. Evita scelte solo “celebrative”: la domanda deve essere investigabile. Esempi: quali ostacoli istituzionali ha incontrato? Quali metodi ha usato? Qual è l’impatto delle sue scoperte oggi? Collegala a un tema di educazione civica (accesso all’istruzione, etica della ricerca, disuguaglianze) o a un problema contemporaneo (salute, clima, tecnologia).
2) Ricerca delle fonti e alfabetizzazione informativa. Qui si lavora su competenze chiave: distinguere fonte primaria/secondaria, verificare autorevolezza, data, bias, triangolare informazioni. Imposta una regola semplice: ogni affermazione “forte” (dato, premio, scoperta, citazione) deve avere una fonte tracciabile. Questo passaggio è fondamentale anche per contrastare stereotipi: spesso le biografie online semplificano o omettono contesti e collaborazioni.
3) Progettazione dell’elaborato (backward design). Parti dai criteri del bando e definisci: destinatario, messaggio chiave, evidenze a supporto, formato finale. Le tipologie di elaborato ammesse variano per edizione (testo argomentativo, presentazione multimediale, video, podcast, poster scientifico, prodotto digitale). Qualunque sia la scelta, chiedi una consegna intermedia: scaletta + bibliografia + bozza di introduzione. È qui che si prevengono lavori “copiati” o troppo generici.
4) Produzione e revisione. Organizza una revisione in due giri: (a) revisione tra pari con checklist (chiarezza, coerenza, fonti, rispetto dei limiti); (b) revisione docente focalizzata su rigore e correttezza. In questa fase si lavora bene anche su italiano: coesione, registro, sintesi, citazioni, parafrasi. Se l’elaborato è multimediale, esplicita ruoli e responsabilità per evitare che la “tecnica” schiacci i contenuti.
5) Valutazione interdisciplinare e restituzione orientativa. La valutazione funziona se è trasparente: una rubrica con 4–5 dimensioni, condivisa prima di iniziare. Un esempio di rubriche “compatibili” con bandi di questo tipo:
- Qualità della ricerca: varietà e affidabilità delle fonti, correttezza delle citazioni, accuratezza dei dati.
- Comprensione scientifica: spiegazione di concetti/metodi, uso appropriato di linguaggio disciplinare, capacità di collegare scoperte e impatti.
- Comunicazione: struttura, chiarezza, efficacia del messaggio, qualità narrativa/argomentativa, adeguatezza al pubblico.
- Collaborazione e project management: ruoli, rispetto delle scadenze, documentazione del processo (diario di bordo).
- Riflessione orientativa e civica: consapevolezza di stereotipi/ostacoli, connessioni con percorsi di studio e professioni, implicazioni etiche/sociali.
Per l’orientamento, chiudi il percorso con una breve restituzione: “cosa ho scoperto su di me mentre lavoravo a questo progetto?” e “quali competenze STEAM ho usato davvero?”. È un modo semplice per rendere visibile l’apprendimento e agganciarlo ai percorsi futuri, senza trasformare il concorso in una gara fine a sé stessa.
Strumenti e supporto: come StudierAI può aiutare docenti e studenti nella ricerca e nella scrittura
Per rendere il lavoro sostenibile (soprattutto con più classi o più gruppi), serve un supporto che aiuti a gestire ricerca, scrittura e revisione senza abbassare gli standard. StudierAI per i docenti può essere utile come “assistente di progettazione” per impostare consegne chiare, rubriche e timeline, e per guidare gli studenti a produrre testi coerenti e verificabili. Se vuoi esplorare la piattaforma, puoi partire da StudierAI oppure inizia gratis e fare una prova con una singola attività (ad esempio la costruzione della scaletta o della rubrica).
Ecco alcuni usi concreti, coerenti con un approccio professionale e con le richieste tipiche del bando (sempre da verificare sul documento ufficiale):
- Brainstorming guidato: generare una lista di scienziate per area disciplinare (fisica, informatica, medicina, chimica, scienze della Terra) e possibili domande di ricerca, evitando temi troppo generici.
- Scalette e consegne: trasformare il bando in consegne operative (cosa consegnare, in che formato, con quali criteri) e in micro-deadline per gruppi.
- Sintesi di fonti: aiutare gli studenti a riassumere articoli e biografie, distinguendo fatti, interpretazioni e contesto storico-scientifico; utile per costruire una bibliografia ragionata.
- Revisione linguistica e coerenza: controllo di chiarezza, coesione, registro, ripetizioni; miglioramento di introduzione e conclusione senza snaturare la voce degli studenti.
- Rubriche e valutazione: creare rubriche allineate ai criteri del concorso e alle competenze disciplinari; utile anche per una valutazione condivisa tra docenti di dipartimenti diversi.
Attenzione: qualunque strumento di supporto (IA compresa) va usato con una regola didattica semplice e trasparente: tracciabilità delle fonti e del processo. Chiedi agli studenti di consegnare anche un breve diario di bordo (cosa abbiamo fatto, quali fonti abbiamo usato, cosa abbiamo cambiato dopo la revisione). Questo tutela originalità, riduce il rischio di “testi plausibili ma imprecisi” e rende più semplice dimostrare la qualità del lavoro in caso di dubbi.
Se stai progettando un percorso più ampio su STEAM scuola, donne nella scienza e orientamento scolastico, puoi anche esplorare altre risorse nel nostro blog e integrare il concorso dentro una programmazione annuale (ad esempio: un progetto per quadrimestre con prodotti progressivi e una presentazione finale aperta alla comunità scolastica).
In sintesi, il concorso cerchiamo scienziate funziona meglio quando è trattato come un percorso di ricerca con consegne intermedie, criteri espliciti e una chiusura orientativa. Parti dal bando, pianifica a ritroso verso il 30 aprile 2027 e costruisci un prodotto finale che mostri rigore, fonti e capacità di comunicare la scienza: è esattamente ciò che Google non può darti con una semplice circolare, ma che in classe fa la differenza.
